L'angolo della Vita
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La Pastorale per la vita

Opzione prioritaria nell'agenda ecclesiale
della Carità
.


All’inizio del nuovo millennio siamo consapevoli che la nuova frontiera della questione sociale è la difesa della Vita come valore essenziale per costruire la civiltà dell’amore.


La "questione sociale" oggi é la "questione dell’uomo": sia nel senso che riguarda la concezione della persona, sia nel senso che riguarda tutta l’umanitá.

Come ha ricordato íl Papa, sin dall’inizio dell’enciclica Evangelium vitae , la questione bioetica é sociale : come infatti la Rerum Novarum prendeva le difese della persona del lavoratore, oggi l’enciclica Evangelium vitae prende le difese di alcune categorie di persone oppresse nel diritto fondamentale della vita!

La vita che il Vangelo fa risplendere non é solo "vita eterna", essa comincia giá qui ed assume nell’impegno concreto della testimonianza cristiana e della caritá la responsabilitá della vita di tutta la vita e di ogni vita.


Di fatto in tutto il mondo la pratica dell’aborto ha raggiunto una diffusione drammatica. Si calcola che dalla prima legalizzazione dell’aborto, avvenuta in Russia nel 1920, seguita dal Giappone, dal Canada e successivamente da innumerevoli stati, il numero di vite umane stroncate prima della nascita raggiunga o superi il miliardo: un quinto dell’umanità.

I resti dei feti abortiti vengono abitualmente trattati in modo del tutto disumano. A volte sono utilizzati, spesso abusivamente, come materiale biologico per scopi vari, come la produzione di cosmetici o di sostanze di complemento per gli asfalti stradali; oppure vengono distrutti o buttati via insieme al materiale da scarico ospedaliero. Questa situazione non può più essere tollerata dalla coscienza umana e cristiana.

Da queste constatazioni e dalla riflessione sulla vasta documentazione del Magistero della Chiesa in questi anni recenti, dal Donum vitae all’ Evangelium vitae , in molti credenti cattolici è forte il disagio per il protrarsi di una gravissima situazione di divario fra le indicazioni del Magistero e la prassi della vita.

La Pastorale della Vita persegue prioritariamente i seguenti scopi:

1. Provuovere un amore autentico per la vita dell’uomo dal suo naturale inizio fino al suo naturale tramonto;

2. Promuovere una cultura di amorevole accoglienza del concepito;

3. Far emergere le forze in campo culturale - sociale - politico in grado di promuovere efficacemente la tutela della vita umana e sostenere il cammino del diritto internazionale a favore della dignità e dello statuto dell’embrione umano;

4. Rimuovere con il contributo di tutte le risorse umane possibili le cause della povertà e del disagio particolarmente nel tempo della vita prenatale e dell’infanzia, della malattia e del declino e riconoscere il diritto all’onore e alla pietà dei resti mortali dei bambini non nati come suggerito dal documento magisteriale Donum vitae: «I cadaveri di embrioni e feti umani spontaneamente abortiti o non devono essere rispettati».


"Un impegno speciale deve riguardare alcuni aspetti della radicalità evangelica che sono spesso meno compresi, fino a rendere impopolare l’intervento della Chiesa, ma che non possono per questo essere meno presenti nell’agenda ecclesiale della carità .
Mi riferisco al dovere di impegnarsi per il rispetto della vita di ciascun essere umano dal concepimento fino al suo naturale tramonto.

Allo stesso modo, il servizio all’uomo ci impone di gridare, opportunamente e importunamente, che quanti s’avvolgono delle nuove potenzialità della scienza, specie sul terreno delle biotecnologie, non possono mai disattendere le esigenze fondamentali dell’etica, appellandosi magari ad una discutibile solidarietà, che finisce per discriminare tra vita e vita, in spregio della dignità propria di ogni essere umano.

Per l’efficacia della testimonianza cristiana, specie in questi ambiti delicati e controversi, è importante fare un grande sforzo per spiegare adeguatamente i motivi della posizione della Chiesa, sottolineando soprattutto che non si tratta di imporre ai non credenti una prospettiva di fede, ma di interpretare e difendere i valori radicati nella stessa dell’essere umano.

La carità si farà allora necessariamente servizio alla cultura, alla politica, all’economia, alla famiglia, perché dappertutto vengano rispettati i principi fondamentali dai quali dipende il destino dell’essere umano e il futuro della civiltà".
Giovanni Paolo II Lett. Ap. Novo millenio ineunte, 51 passim




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Pagina aggiornata il 21-09-2004
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