Lo sviluppo economico e
sociale delle
Maldive è
stato riportato indietro di
vent'anni,
a causa del
maremoto. Lo ha detto il
portavoce del governo,
Ahmed Shaheed,
precisando che se
all'arcipelago è stata
risparmiata l'enorme
perdita di vite umane
che
si è verificata in altri paesi,
il
territorio e l'ambiente
sono stati
gravemente
danneggiati. Il governo ha
stimato in 82 le vittime
ufficiali. I
dispersi sono 26.
Fortunatamente una parte
del territorio è
stata
risparmiata, tra cui la
capitale e
30/40 isole ove
sorgono villaggi turistici,
che essendo stati costruiti
con materiale e
tecniche
moderne, oppure
localizzate ad
ovest non
hanno praticamente subito
alcun
danno.
Da qui sta ripartendo la
ricostruzione. Il
paese,
passata la prima fase del
soccorso
immediato deve
rimettere in piedi le
infrastrutture distrutte
( case, scuole,
asili
ospedali, assistenza...).
Lo può fare
con gli aiuti,
ma soprattutto
permettendo
che la sua
attività economica
principale
l'accoglienza
turistica riprenda quanto
prima:nel
turismo lavorano
buona parte della
popolazione e circa 40.000
stranieri
provenienti da
India, Sri Lanka, Indonesia.
Si aiutano quindi anche
molte famiglie
quindi di
altri paesi colpiti dallo
Tsunami,
dando loro
lavoro.
Le strutture turistiche
operative sono
assolutamente a posto e
KIDSAFE.
E' un po' come
se il terremoto fosse
avvenuto in Irpinia e
dovessimo andare al
mare
in Liguria.
Per quanto riguarda gli
aiuti concreti potete
andare alla pagina
Come
aiutare/Di cosa
c'è bisogno/Necessità
di base urgenti